recensione (11)

10440998854?profile=originalMusicoff, la grande comnunity di musicisti che vi invito a seguire,, recensisce il disco Baritune

Ringrazio moltissimo la redazione per aver apprezzato la mia musica e vi invito a leggere la recensione

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Ciao a tutti!

In questi ultimi giorni ho ricevuto due fantastiche notizie: la strepitosa recensione pubblicata su ilSussidiario.net a cura di Luigi Viva e ieri sera la comunicazione che il disco L'Astronauta è stato inserito tra i migliori dischi dell'anno secondo la classifica di Smemoranda.it. Grazie all'Alligatore per la bella recensione che potrete leggere qui: Strenne d'Alligatore 2015.

Sono felicissimo per tutte le novità che questo disco sta portando con sé!

Buona musica a tutti! 


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✔ Una recensione stratosferica 

Questa mattina ho ricevuto una sorpresa bellissima via email da parte di Luigi Viva: la sua recensione del mio ultimo disco L'Astronauta! Lo ringrazio per la cura con la quale ha redatto questo articolo, e per le stupende parole spese per descrivere la mia musica! 

"[...]Dimostra di aver già uno stile dal tratto personale ed evoluto, oltre alle capacità dell’esperto leader; l’ascolto del suo nuovo lavoro sorprende infatti, per maturità, originalità e proposta musicale. Sin dalle prime battute, siamo rimasti ammirati dalla personale vena compositiva ed esecutiva oltre alla freschezza della musica proposta e alla quanto mai indovinata scelta degli accompagnatori: Antonio Zambrini pianoforte, Jesper Bodilsen contrabbasso, Andrea Marcelli batteria. L’Astronauta (EmmeRecordLabel), si apre con Mediterranean Clouds (Adoro il Mediterraneo - puntualizza Cosentino - è la mia vita) nel quale emerge immediatamente il grande affiatamento fra il chitarrista e il pianista Antonio Zambrini . Il modo di suonare, il tocco, più che a Metheny, è vicino ad un altro gigante della chitarra: Ralph Towner (Oregon, Azimuth, Weather Report). Nella successiva Nessie stupisce l’interplay con i compagni di viaggio. Nel brano che da il titolo all’album la chitarra del leader pennella, fra soli ispirati e colori, una ballad di grande bellezza; in evidenza la ritmica composta da due raffinati musicisti come il danese Jesper Bodilsen al contrabbasso e il nostro Andrea Marcelli alla batteria (toccante il suo uso di spazzole e piatti). Le atmosfere vicine al jazz più canonico di More Than Times ben si legano alla successiva Inside The Blue, ballad nella quale la chitarra e il piano si “sfiorano” con gran lirismo. Interessanti le improvvisazioni dello “spigoloso” Momento (scritto dai quattro musicisti). Di grande impatto i tre brani finali 17:03(land behind the land), Villero (chitarra a corde di nylon) e la gran chiusura di Seven Days. Tutti i pezzi sono a firma di Cosentino. Ottime le registrazioni. Si consiglia “ vivamente” a chi ama la chitarra e i grandi album ECM di un tempo"

Clicca qui per leggere la recensione: CHITARRA JAZZ/ Sulle orme di Pat Metheny. I nuovi album di Filippo Cosentino e Peo Alfonsi

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Lanes is an accomplished album from a gifted musician...

Vi invito a leggere la bella recensione di "Lanes" uscita sabato sul blog nipponico Tokyo Jazz Notes.

Ecco il link diretto: Filippo Cosentino feat. Fabrizio Bosso - Lanes

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Cari amici,

Manco dal blog da qualche settimana ma tengo a segnalarvi che in questo periodo sono uscite in particolare una recensione e un'intervista che mi hanno fatto molto piacere.

La recensione è quella di Athos Enrile, che a proposito del mio disco "Human Being" ha scritto "ci regala attimi di serenità musicale che non possono lasciare indifferenti." 

Una chiave di lettura, questa, che mi ha fatto molto piacere.

Qualche giorno fa invece sono stato ospite della chat di Ritratti in Jazz, ed ecco il risultato nel post pubblicato oggi: Ritratti in Jazz - Quattro chiacchiere virtuali con... Filippo Cosentino

Numerosi sono infine i concerti che mi vedranno impegnato nel mese di maggio, alcuni per il tour del disco "Human Being" (il primo martedì 6 maggio da Eataly Smeraldo a Milano, da non perdere!) e alcuni al fianco di artisti come Tricarico e Mauro Ermanno Giovanardi al festival Cantautori d'Italia.

L'elenco completo e aggiornato delle date, lo trovate qui.

Sperando che le letture vi siano gradite e soprattutto di incontrarvi dal vivo ai concerti, vi saluto e vi auguro come sempre buona musica!

Filippo

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Leggi la recensione di "Lanes" feat. Fabrizio Bosso pubblicata su JAZZIT 70 maggio-giugno.

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La prima recensione del primo disco solista di Filippo Cosentino "Lanes" feat. Fabrizio Bosso è uscita ieri su Gazzetta d'Alba, a cura di Edoardo Borra.

 

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Post correlati: E' uscito "Lanes" il primo disco solista di Filippo Cosentino. Ospite Fabrizio Bosso

 

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Nove pezzi (cinque originali, quattro classici di grandi nomi del jazz quali Gil Evans, Benny Golson, Thelonious Monk e Miles Davis) per una musica capace di virare in mille rivoli, rimanendo costante. Sembra proprio un fascio di luce nella notte ...

E' stata pubblicata ieri, sul sito di Smemoranda, una nuova recensione di "Lanes" a cura dell'Alligatore, vera istituzione della blogosfera. Vi invito a leggerla cliccando qui: Filippo Cosentino - Lanes | Smemoranda.it

Nell'estate ero già stato ospite nella palude dell'Alligatore. Potete leggere l'intervista completa qui: Due parole con Filippo Cosentino.

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Eccellente album d’esordio per questo chitarrista piemontese. L’album si fa notare per più di un motivo. Innanzitutto la scelta del repertorio. Nella giusta convinzione di doversi far conoscere sia come compositore sia come esecutore, Filippo ci presenta cinque originali di impianto moderno e dalla linea melodica orecchiabile e quattro standard jazz (“Hassan’s dream” di Benny Golson, “Las Vegas Tango” di Gil Evans, “ Blue Monk” di Thelonius Monk, “, e il conclusivo “Solar” di Miles Davis) riletto con originalità ed intelligenza. Ma con chi interpretare brani così importanti? Anche in questo caso la scelta di Cosentino è stata più che felice del momento che ha chiamato accanto a se un bassista di vaglia come Davide Beatino, già con Samuele Bersani e soprattutto il sempre eccellente Fabrizio Bosso che possiamo ascoltare nel brano d’apertura che da il titolo all’intero album e in “Smokin’ jazz”; gli altri musicisti che collaborano con il chitarrista sono l’altro bassista Giovanni Sanguineti e il batterista Carlo Gaia. Ciò detto, Cosentino appare musicista maturo, ben consapevole dei propri mezzi e soprattutto in grado di esprimere in maniera compiuta la “sua” musica frutto di intense contaminazioni. In effetti sia nel modo di comporre sia nel linguaggio chitarristico si avverte chiaramente come Cosentino abbia frequentato con profitto i territori del jazz, del blues, del rock, della fusion traendone, comunque, input positivi che si sono tradotti in uno stile personale e convincente. Si ascolti, al riguardo, il pezzo che da il titolo all’intero album e in tre pezzi in cui Cosentino suona da solo: “River avon”, “Reloaded”, “Spring mood”: la statura sembra quella di un ottimo musicista… aspetto quindi il prossimo album con ansia ed interesse.

via: A proposito di jazz - I nostri CD

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Recensione su discoclub65

Registrazioni in studi liguri ed emiliani, per mettere assieme le ottime nove tracce di questo giovane chitarrista jazz. Se qualcuno già storce il naso, immaginando l'ennesimo epigono di emuli di cloni di classici ormai ampiamente sedimentati nella storia della sei corde jazz, e la noia sovrana, sappia che c'è da abbandonare il pregiudizio in fretta. Cosentino usa di frequente anche le corde acustiche e l'arpeggio, caratteristiche non proprio ascrivibili al "mainstream": ad esempio nella scintillante River Avon. Certo, spesso attinge a grandi nomi per il materiale di base: Monk, Davis, Golson, l'assai meno consueto Gil Evans di Las Vegas Tango. Ma quando scrive lo fa con una bella, baldanzosa sicurezza, e il suo fraseggio angolare e ficcante ci rammenta le lontane avventure di un grande della sei corde in Liguria, l'Enrico Pinna del Sogno del tarlo. Due i bassisti impegnati: Davide Beatino e Giovanni Sanguineti, Carlo Gaia alla batteria, e un gran bel colpo piazzato in due brani: la collaborazione in studio con Fabrizio Bosso. Che, da par suo, piazza due facondi, quasi inarrivabili assolo suonati con quella facilità di addentare l'impossibile che è frutto evidente di molto, molto studio. Per contatti: info@filippocosentino.com (Guido Festinese)

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Recensione su miCaribe

Vi invito a leggere questa recensione di "Lanes" molto pertinente uscita la scorsa settimana su miCaribe.

Filippo Cosentino, Lanes (Green Production- filippo cosentino.com) 

Il bravo chitarrista-arrangiatore Filippo Cosentino per questo suo esordio discografico con Lanes ha voluto al proprio fianco un nome del calibro di Fabrizio Bosso, uno dei migliori giovani trombettisti in circolazione in Europa e non solo. Bosso collabora in due brani dei nove che completano il progetto: cinque composizioni sono firmate da Cosentino mentre le altre quattro sono interessanti arrangiamenti di evengreen jazzistici di Gil Evans, Benny Golson, Thelonius Monk e Miles Davis. Lanes è uno di quei dischi che ti prende subito fin dai primi accordi anche perché non è complicato riconoscere i linguaggi prediletti dal talentuoso musicista piemontese che spaziano tra jazz-rock, fusion e blues e qua e là spruzzatine latine. Suggeriamo l’ascolto di Blue Monk, la titletrack Lanes (in cui fa la sua figura anche il loop di batteria) in cui fanno capolino accenti ritmici di bossa, ma l’esecuzione che ci ha affascinato maggiormente è la corta ma efficace Hassan’s Dream in cui brilla lo spirito ispano-americano. Tutto l’album comunque è un tripudio di swing. Una bellissima scoperta, meglio tardi che mai, l’aver conosciuto e apprezzato l’ottimo Filippo Cosentino.


via: miCaribe - CD: Córdoba, Montevideo, Barranquilla e States tra jazz, afro-latin e worldmusic

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